È già passato quasi un anno dall’annuncio della disponibilità di Windows 10, quello che secondo Microsoft sarà il suo ultimo rilascio di un sistema operativo (ciò che verrà poi saranno solo aggiornamenti). Le statistiche più recenti parlano di 350 milioni di dispositivi che già lo hanno installato (in seguito ad upgrade o perché venduti con a bordo 10). Negli ultimi 50 giorni si parla di una media di 1 milione di installazioni al giorno. Con la fine di luglio l’opzione di upgrade gratuito dovrebbe terminare, dunque molti si stanno muovendo per affrontare questa data.


Windows 10 è pronto anche per il mondo Corporate/Enterprise? Certamente sì, come per quasi tutti i sistemi operativi del gigante di Redmond una volta passati i primi 6 mesi i problemi maggiori o più critici vengono risolti, dunque non è il caso di aspettarsi sorprese su questo fronte. Anzi per aiutarvi a comprendere meglio le potenzialità dell’aggiornamento in questo numero di GURU advisor trovate un approfondimento sulle tecnologie di sicurezza utilizzate da Windows 10.


L’aggiornamento a 10 è però tutt’altro che obbligatorio, nonostante la sua gratuità e difficilmente può essere affrontato alla leggera. Il problema, come nella maggior parte dei casi non è il sistema operativo in sé ma l’hardware. L’upgrade su macchine non di ultima generazione può dare infatti moltissimi problemi: driver inesistenti, dispositivi non supportati, prestazioni nettamente al di sotto delle aspettative e svariati difetti o bug che possono rendere la vita degli utenti ben più difficile del previsto. In molti casi meglio pensare a PC nuovi o comunque ad upgrade (più Ram o una SSD al posto del disco ad esempio).

 

Appena passata la scadenza di fine luglio (il 2 agosto per essere precisi) arriverà invece un aggiornamento importante per 10, chiamato Anniversary Update. Tra le novità a parte qualche miglioramento grafico ci sarà la possibilità di legare la licenza del sistema al proprio account Microsoft, per evitare problemi nel caso sostituzione di componenti hardware. A mio parere è una novità molto importante che segna un cambiamento epocale nel sistema di attivazione di Microsoft. Speriamo che all’atto pratico sia un miglioramento e non una nuova causa di problemi: se verrà ben implementato potrebbe rendere la licenza di Windows più flessibile e comoda da gestire, senza per questo aprire le porte alla pirateria.

L'autore

Filippo Moriggia

Dopo 10 anni di esperienza nel settore del giornalismo tecnico collaborando con  PC Professionale, Panorama e altre testate del gruppo Mondadori, Filippo Moriggia ha fondato Guru Advisor, il sito italiano di riferimento per professionisti del settore IT, system integrator e managed service provider.
È laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni e svolge attività di libero professionista come consulente presso aziende e studi professionali. Si occupa in particolare di software, virtualizzazione, reti e sicurezza. È certificato VMware VCA for Data Center Virtualization.

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