Amazon aggiunge una regione Cloud: Central Canada

Amazon ha annunciato durante AWS Executive Insights una nuova regione per AWS chiamata “Central Canada” con due Availability Zones, che si somma alle regioni già presenti localizzate sul suolo nordamericano: Northern Virginia, Ohio, Oregon, Northern California e AWS GovCloud portando a 15 il numero di regioni globali con 40 Availability Zone totali.

Solo l’anno scorso AWS apriva il primo ufficio in Canada, nonostante avesse già decine di migliaia di clienti canadesi, e in agosto ha aggiunto siti CloudFront a Toronto e Montreal per soddisfare la richiesta. La nuova regione sarà ospitata nel data center di Montreal.

“Da diversi anni abbiamo una base di utenti importante in Canada che scelgono AWS perché ha più feature disponibili delle altre piattaforme cloud, una rete di partner (APN) e clienti ben radicata e maturità, sicurezza e prestazioni senza eguali”, commenta Andy Jassy, CEO di AWS. “I clienti canadesi ci hanno chiesto un’infrastruttura in Canada in modo da poter ospitare workload mission-critical e conservare dati riservati su suolo canadese. La nuova regione AWS sarà alla fondamenta di nuove iniziative Cloud in Canada che trasformeranno il business, la user experience e l’economia locale.”

La nuova regione Central Canada è disponibile per tutti i servizi AWS, inclusi S3, EC2 e RDS.
Il primo gennaio 2017 aprirà il primo ufficio AWS a Dubai (Emirati Arabi Uniti): chissà che la storia non si ripeta con un data center in Asia Minore.

 

Amazon aggiunge una regione ad AWS: Londra

Amazon ha annunciato l’espansione di AWS sul suolo inglese con l’inaugurazione di una nuova Regione Europa (Londra) con 2 Zone di disponibilità (Availability Zones). Terza regione europea e 16esima a livello mondiale, si inserisce in un contesto dinamico e che attira investimenti come quello del Regno Unito.

L’allestimento di questa regione predata la Brexit, e certamente tranquillizza tutti quei clienti inglesi che si trovavano in una situazione non chiara (leggi in fatto di privacy non necessariamente concordi con quelle dell’Unione Europea dove sono presenti le altre due -e in quel momento uniche- regioni AWS in Europa) sancita dall’esito del referendum.

Anche le agenzie governative potranno trarre vantaggio dalla regione londinese di AWS trasferendo le loro infrastrutture nel Cloud di Amazon: il risparmio è nell’ordine di 3,5 miliardi di sterline secondo Liam Maxwell, ‎National Technology Adviser presso il governo inglese.

Nel corso del 2017 l’Europa avrà una quarta regione: Francia, con datacenter a Parigi. Anche in Asia verrà aperta una nuova regione a Ningxia, Cina.

 

HPE annuncia accordo per l'acquisizione di SimpliVity 

HPE annuncia l'accordo da $650mln cash per l'acquisizione di SimpliVity, startup del settore infrastrutture iperconvergenti (HyperConvergent Infrastructure, HCI) software-defined.

Secondo uno studio Gartner, il mercato delle soluzioni HCI avrà un trend positivo nel prossimo quinquennio; nel 2016 la crescita è stata del 79% e si stima che passerà nel 2019 dai 2 miliardi di dollari attuali a 5 miliardi, rappresentando circa un quarto del mercato dei sistemi integrati.

Meg Whitman, CEO e presidente di Hewlett Packard Enterprise, commenta così: "Questa acquisizione espande l'offerta di soluzioni software-defined di HPE e si colloca perfettamente nella nostra strategia che mira a offrire soluzioni Hybrid IT semplici per i clienti; sempre più clienti si rivolgono alle nostre soluzioni che garantiscono un'infrastrutture on-premises sicura, ad alta resilienza e ai prezzi del Cloud".

Diverse aziende hanno sistemi IT obsoleti che non sono adeguati per le richieste odierne; un sistema iperconvergenti (HCI) integra la parte computazionale, di storage e di rete in un sistema preconfigurato e gestibile da una piattaforma software. 

All'offerta hardware di HPE (e storage 3PAR) si combina quindi la tecnologia di SimpliVity per offrire soluzioni iperconvergenti con benefici unici per i clienti.

 

Cloudflare acquista datacenter a Panama

Cloudflare annuncia l’acquisizione di un datacenter a Panama, portando così la sua offerta in 50 stati del Mondo. È il 102esimo datacenter della società.

L’acquisizione è strategica non soltanto in un’ottica panamense (basti pensare che l’economia dello stato è una delle più floride del continente latino e che ci sono ampie opportunità di sviluppo nel settore telecomunicazioni), ma anche in una più allargata alla regione dell’America centrale e del Sud America: il quinto datacenter Cloudflare nel continente (esclusi USA e Canada) avrà benefici in un’area con buone prospettive di sviluppo.

 

GoDaddy revoca 9000 certificati SSL buggati

GoDaddy ha revocato 8951 certificati SSL in maniera precauzionale a seguito di una falla scoperta nel meccanismo di convalida dei certificati.
Il bug è stato introdotto accidentalmente durante dei controlli di routine sul codice a fine luglio 2016 ed è stato scoperto il 7 gennaio 2017.

Il problema è causato da un codice casuale che viene fornito da GoDaddy al cliente per essere posto in una directory specifica del sito Web; il sistema poi controlla la presenza del codice tramite richiesta HTTP o HTTPS. Se il codice è presente, il controllo del dominio viene completato con successo; prima del bug veniva riportato un errore se il codice stato HTTP era diverso da 200 (success).
Il cambio di configurazione alla libreria deputata al processo ha fatto sì che non venisse riportato un errore anche con codice diverso da 200, e, siccome molti Web server sono configurati in modo da ritornare un errore 404 con l’URL della richiesta (e con il codice casuale), i server configurati in questo modo verificavano con successo la condizione per la verifica del dominio.

Al momento non sono noti tentativi di exploit da parte degli hacker; il codice è stato aggiornato e corretto e i certificati ri-convalidati.

 

OVH annuncia 3 datacenter in Gran Bretagna

Dopo aver annunciato datacenter in Australia, Polonia e Singapore, OVH annuncia 3 datacenter in Gran Bretagna.
Il primo, sito a Londra su una superficie di 4.000 metri quadrati, sarà inaugurato nel maggio 2017 e non offrirà servizi di colocation.
Un secondo ed un terzo saranno inaugurati successivamente per offrire soluzioni di backup ai clienti. Un datacenter sarà nell’area periferica di Londra, l’altro ad una distanza tale da poter essere considerato come un sito di disaster recovery.

I tre datacenter saranno interconnessi tramite vRack, l’infrastruttura network privata sviluppata da OVH.

Il piano di sviluppo continua nel 2017 con la costruzione di datacenter in USA, Germania (Francoforte), Italia, Spagna e Paesi Bassi con l’obiettivo di offrire servizi a più di un milione di clienti grazie ad 11 datacenter dislocati su 4 continenti diversi.

 

Samsung pronta ad investire $150mln in startup

Samsung annuncia la creazione di un fondo, chiamato Samsung NEXT, da $150 milioni per startup con particolare attenzione ai campi di realtà virtuale, intelligenza artificiale, Internet of Things e “altre tecnologie di frontiera”.

“I nostri investimenti portano i benefici della piattaforma Samsung alle startup per accelerare la loro crescita e in definitiva il loro successo. Il fondo Samsung NEXT espande la nostra portata mondiale offrendo a Samsung una portata maggiore di idee, prodotti e talenti”, commenta Brendon Kim, VP e Managing Director di Samsung NEXT Ventures.

Samsung ha finanziato in precedenza startup come Converge Industries, Dashbot, Entry Point VR, Filament, Intezer, LiquidSky, Otto Radio, 2Sens, SafeDK e Virtru tramite Global Innovation Center, che viene dunque sottoposto ad un’operazione di re-branding.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale.

 

CentralColo si espande con un nuovo datacenter in Virginia

CentralColo ha acquistato un datacenter in Virginia da The Meridian Group (fondo real estate), come annuncia VirginiaBusiness.com.

Il Tysons Technology Center è sito a Vienna (Virginia) su una superficie di oltre 26.000 metri quadri ed è utilizzato da diversi tenant tra cui Leidos. L’acquisizione è prevista in circa $96 milioni.

CentralColo è stata fondata da Arman Kahlili nel 2015 con investimenti da Industry Capital, una società di private equity di cui Kahlili stesso fa parte; ha ricevuto un investimento non ben quantificato da parte di Safand Limited (Dubai).

 

United Internet acquisisce il provider tedesco Strato

United Internet ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Deutsche Telekom per l’acquisto di Strato, un provider di proprietà del colosso tedesco delle telecomunicazioni. La cifra dell’acquisizione si aggira sui 600 milioni di euro.

Strato è una compagnia con base a Berlino che offre impiego ad oltre 500 persone e si rivolge principalmente ai mercati di Germania e Paesi Bassi con oltre 2 milioni di contratti; l’offerta include domini, pacchetti email/siti Web, server, webshop, storage online e soluzioni hosting di alta fascia individuali. I data center sono siti a Berlino e Karlsruhe.

“L’acquisto di Strato ci aiuta ad espandere la nostra posizione di leader nel mercato hosting e Cloud in Europa e guida la consolidazione di un mercato che al momento è nettamente frammentato. In futuro potremo offrire ai nostri clienti dei prodotti e dei servizi con prestazioni ancora migliori”, è il commento di Ralph Dommermuth, CEO di United Internet.

Il commento di Dr.Christian Böing, CEO di Strato, è dello stesso tenore: “Siamo entusiasti dell’investimento di United Internet. Le culture delle due società si integrano perfettamente. Useremo il potenziale e le sinergie risultanti per guidare la crescita nel mercato hosting ed offrire ai nostri clienti prodotti migliori.”

 

L’inglese Global Switch Holdings Ltd vende il 49% dei suoi datacenter ad investitori cinesi ed annuncia un nuovo datacenter ad Hong Kong

Il gruppo inglese Global Switch ha venduto il 49% dei suo datacenter ad un consorzio di investitori cinesi formato da Li Qiang (founder di Daily-Tech) e guidato dal gruppo Jiangsu Sha Steel.

Global Switch, di proprietà dei londinesi fratelli Reuben, possiede datacenter a Londra, Hong Kong e Sydney operativi nei campi della finanza, delle telecomunicazioni e del governo; secondo la brochure informativa, possiede l’impronta più grande in Europa e nella regione Asia-Pacifico.

Nell’autunno 2016, quando c’è stata notizia di una possibile cessione dei datacenter, sono sorti dubbi sull’operazione legati alla sicurezza tanto che l’ex ministro degli affari esteri inglese Malcolm Rifkind ha richiesto un controllo sulla transazione.

 

Equinix compra 29 Data Center da Verizon per 3,6mld $

Equinix, dopo aver acquistato più di 40 data center europei dal gruppo Telecity a inizio 2016, ha concluso l’accordo con Verizon che prevede l’acquisto di 29 Data Center dislocati negli USA e in America Latina per la cifra di 3,6 miliardi di dollari. La data del closing finale è prevista per metà 2017, come si legge nel comunicato rilasciato da Equinix.

L’acquisto dei 29 Data Center, dislocati su 24 siti diversi in aree strategiche come Bogota (Colombia), San Paolo (Brasile), Miami (Florida, USA) e Culpeper (Virginia, USA), offre ad Equinix la possibilità di espandersi in America Latina e rinforzare le interconnessioni tra Nord e Sud America e di essere l’hub di riferimento in un’area, quella tra Washington DC e Virginia, sede di numerose agenzie governative e private. 
“I nuovi asset porteranno migliaia di nuovi clienti e la nostra presenza in nuovi mercati e al contempo consolideranno la nostra presenza in aree chiave”, afferma Steve Smith, Presidente e CEO di Equinix.

Il portfolio acquistato oltre i 29 data center include circa 900 clienti e 250 addetti alla gestione dei data center che verranno assunti da Equinix.

La cessione non avrà impatto sui clienti dei prodotti Cloud e Hosting gestito proposti da Verizon che potranno continuare ad usarli come da abitudine; Verizon, che mantiene il controllo su 27 data center sparsi tra Europa, Canada ed area Asia-Pacifico, spiega in una nota che “la transazione si alliea con la strategia di concentrare le risorse in aree dove possono aiutare la digital trasformation dei clienti offrendo servizi di prima fascia”.

HPE e Schneider Electric insieme per offrire soluzioni Micro data center

Steven Carlini, Senior Director di Schneider Electric, in un’intervista afferma che ”HPE sta per annunciare ciò che chiamano Micro data center. Siamo loro partner in questa nuova soluzione”.

“Schneider collabora con varie aziende OEM del campo IT per implementare soluzioni ridotte e dal costo contenuto da offrire ai clienti: micro data center pronti all’uso”.

HPE fornirà l’hardware necessario, proveniente dalla linea di prodotti Converged System (server Hyper Converged e la nuova linea Edgeline); Schneider contribuirà all’erogazione della corrente elettrica, del raffreddamento, del monitoring e della sicurezza della piattaforma.

Carlini inoltre delinea uno scenario in cui il micro data center può essere operativo in pochi giorni grazie al software di HPE per un deployment ready-to-go e agli strumenti per la gestione delle operazioni di Schneider.

GoDaddy acquista Host Europe Group per 1,79mld $

GoDaddy annuncia di aver approvato la transazione per l’acquisto di HEG -Host Europe Group- per 1,79 miliardi di dollari; il closing è previsto per il secondo quadrimestre del 2017.

Il portfolio di HEG comprende più di 1,7 milioni di clienti, brand come 123Reg, Domain Factory, Heart Internet e Host Europe, uffici in Germania, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Romania e Bulgaria, oltre ad una fetta rilevante del mercato Cloud di Gran Bretagna e Germania.
HEG è anche l’organizzatore degli eventi e delle conferenze riconducibili a World Hosting Day e NamesCon.

“GoDaddy negli ultimi quattro anni ha espanso la sua impronta in 56 mercati globali”, afferma il CEO Blake Irving.
“Unendo le forze con HEG, GoDaddy accelera l’espansione in Europa offrendo una vasta gamma di prodotti Cloud destinati a piccole e medie imprese e Web designers”.

L'autore

Riccardo Gallazzi

Sistemista JR, tra i suoi campi di interesse maggiori si annoverano virtualizzazione con vSphere e Proxmox e gestione ambienti Linux. È certificato VMware VCA for Data Center Virtualization.

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