VM Explorer 6.3

Requisiti di installazione
VM Explorer è costituito da un software da installare su server (anche virtuale) con sistema operativo Windows Server 2008 R2 o successivi. I requisiti di sistema rimangono complessivamente quelli della versione precedente, a parte la necessità di avere .NET 6.4.2 installato e il termine del supporto alle versioni 32 bit del sistema operativo.


Una volta completata l’installazione, occorre avviare il programma, selezionare la voce di menu Web Settings e impostare la password dell’utente amministratore. Bisogna inoltre definire l’indirizzo IP per l’accesso all’interfaccia Web: passaggio fondamentale in quanto il client Windows non è più disponibile (già dalla precedente release 6.2).

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Introduzione a XenServer: [para]virtualizzazione enterprise totalmente opensource

Xen è un hypervisor, come VMware ESXi/Hypervisor, ovvero un software che permette di eseguire contemporaneamente più macchine virtuali – con sistemi operativi anche diversi – sullo stesso hardware, condividendone le risorse al fine di ottimizzare i costi e la gestione della infrastruttura IT. Data la sua natura è spesso paragonato alle piattaforme concorrenti di Microsoft (Hyper-V) e Vmware (vSphere/ESXi), tuttavia in questo articolo andremo ad analizzarne le peculiarità caratteristiche.

Un po' di storia

Il progetto di virtualizzazione Xen nasce a scopo di ricerca presso l’università di Cambridge nel 2003. A distanza di poco tempo viene fondata una azienda apposita, la XenSource, che viene successivamente acquistata nel 2007 da Citrix la quale mantiene la versione gratuita, ma inizia parallelamente a svilupparne una commerciale a pagamento. Allo sviluppo del progetto contribuiscono inoltre grandi player del settore del calibro di Intel, AMD, Cisco, Amazon, Google, Oracle, Samsung e Verizon.

Nel 2013 Xen viene accolto sotto l’egida della Linux Foundation e contestualmente Citrix adotta un modello totalmente opensource per il proprio prodotto XenServer, ormai giunto alla release 6.2. Viene comunque mantenuta una versione a pagamento che include servizi di supporto e manutenzione aggiuntivi.

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vSphere 6.5: cosa c'è di nuovo (dal VMworld Europe 2016)

Oggi VMware al VMworld ha annunciato vSphere 6.5, vediamo subito quali sono le novità di una release che porta finalmente qualche innovazione importante.

VCSA

La vCenter Server Appliance ora ha un installer con un nuovo look e può finalmente essere usato anche da Linux e Mac. Ma le innovazioni della VCSA non finiscono qui. 

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Novità dal VMworld USA 2016

vmworld2016

In questi giorni si sta svolgendo a Las Vegas l’edizione 2016 del VMworld, il più importante evento legato al mondo VMware. Lo slogan di quest’anno è “be_TOMORROW”.

Tra gli argomenti più interessanti presentati finora c’è la nuova piattaforma VMware Cloud Foundation, una nuova architettura per la creazione di infrastrutture cloud. È stata presentata anche la Cross-Cloud Architecture (ancora in Tech Preview) insieme a vCloud Availability e vCloud Air Hybrid Cloud Manager. Si è parlato anche di novità a livello di integrazione tra i Container e l’ecosistema vSphere.

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VM Explorer: il nuovo strumento di HP Enterprise per il backup di VMware vSphere e Microsoft Hyper-V

VM Explorer è un software sviluppato in Svizzera dalla Trilead a partire dal 2007 e conta oltre 10.000 clienti nel mondo. Questo numero è destinato però ad aumentare, soprattutto considerando la crescente autorevolezza che ha acquistato in seguito alla recente acquisizione di HPE, come ci ha confermato Roberto Beneduci di CoreTech, distributore storico del software: "A parità di periodo rispetto al 2015, nel primo trimestre del 2016, il numero di licenze VM Explorer vendute è più che raddoppiato".

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Una acquisizione ben motivata

HPE aveva già un software di backup di fascia Enterprise, la Suite HPE Data Protector e detiene con i suoi server il 60% del mercato VMware OEM. Con VM Explorer HPE può offrire ai propri clienti una soluzione facile, robusta ed economica, dedicata unicamente al backup dei sistemi virtuali, ben differente da Data Protector, una soluzione indirizzata a una fascia di clientela differente (infrastrutture da migliaia di VM). Con questa mossa HPE può ora offrire a tutti i propri clienti di fascia Small and Medium Business (<100 VM), una soluzione meno complessa e per molti aspetti più appetibile rispetto alla diffusa suite di Veeam.

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Proxmox 4.1: la sfida a vSphere continua

Nello scorso numero di dicembre 2015 abbiamo recensito in modo approfondito la versione 4.0 della piattaforma open source per la virtualizzazione sviluppata dalla società austriaca Proxmox Server Solutions. Analizziamo insieme le novità che Proxmox mette a disposizione per competere con i blasonati concorrenti Microsoft e VMware. 

Proxmox VE vs. vSphere

Il confronto con l’hypervisor leader di mercato può sembrare impari, ma una analisi accurata delle funzionalità di Proxmox può farlo rivalutare come alternativa, in particolare nel caso di situazioni in cui il rapporto tra budget e prestazioni sia il principale parametro di scelta.

Proxmox VE (da qui in avanti semplicemente Proxmox) è basato sul sistema operativo Debian e porta con sé  vantaggi e svantaggi di questa nota distribuzione Linux: un sistema operativo stabile, sicuro, diffuso e ben collaudato, con un’ampia scelta di pacchetti software – sebbene a volte non aggiornati all’ultima release ma in grado di garantire una perfetta stabilità –  e il  “Contratto Sociale” che assicura i vantaggi del Software Libero (https://www.debian.org/social_contract). Tra i vantaggi bisogna sicuramente citare anche la presenza di una community ben radicata e attiva nella gestione del codice e della documentazione, che risulta sempre essere ricca e dettagliata. In quanto progetto open-source, il repository del codice sorgente è a disposizione di chiunque voglia implementare nuove funzioni, o adattare quelle esistenti in base alle proprie esigenze. Inoltre la licenza GPL consente l’uso anche commerciale in modo del tutto gratuito.

proxmox installazione esxi

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Cloud-native Apps: la piattaforma di VMware parte 2

L’evoluzione dei metodi di sviluppo di un’applicazione verso il mondo cloud sono la forza motrice che spinge alla creazione di servizi di nuova generazione incapsulati in strutture software denominate container.

Come trattato nel precedente articolo, Photon, Docker e i container rappresentano gli oggetti architetturali frutto di una rivoluzione nel modo di progettare applicazioni cloud-native.  Analizzata in breve la questione dal punto di vista dei sistemi, giunge ora il momento di approfondire il tema in ottica “devops”, partendo cioè dalla costruzione delle immagini dei container fino ad arrivare alla loro esecuzione.

Sviluppare nel "Datacenter-in-a-box"

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Ultime novità dal mondo vSphere - ESXi Embedded Host Client e ESXi nested Virtual Appliance

Uno dei limiti principali nell’utilizzo della versione gratuita di vSphere è l’impossibilità di poter gestire l’host da una interfaccia Web. Questa mancanza si fa sentire soprattutto per chi utilizza una macchina Linux o Mac sulle quali il classico vSphere client non può essere installato.

L’ESXi Embedded Host Client è una soluzione interessante e molto recente (apparsa come un Fling di VMware durante il 2015) per sopperire alla mancanza di un client universale: si tratta infatti di una implementazione realizzata in HTML e Javascript di un client Web completo per accedere e gestire l’host ESXi. 
Al momento è disponibile per il download la release 4.0, che è scaricabile sia in formato .vib - pronto per essere installato via shell - sia in modalità pacchetto contenente il codice Open Source. La prima versione di vSphere supportata nativamente è la 6.0, anche se il client funziona dalla 5.5 in poi seppur con alcuni limiti e in presenza di diversi bachi noti e documentati.

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HA, cluster e Container a costo zero con Proxmox VE 4.0

Quando si parla di virtualizzazione in ambito server viene immediato pensare a VMware vSphere e magari, in seconda battuta, a Hyper-V di Microsoft o a Citrix XenServer, piuttosto che a Red Hat Virtualization (KVM). Proxmox Virtual Environment (VE) è una alternativa senza dubbio meno blasonata e conosciuta, ma comunque valida e originale.

proxmox logo 2

UPDATE: in datata 12 Dicembre, dopo la fine delle nostre prove, è stata rilasciata la versione 4.1. Basata sull'ultima release Debian Jessie con Kernel 4.2.6, LXC e QEMU 2.4.1. Sono stati risolti alcuni bug e migliorata l'integrazione con ZFS, oltre che svariate funzioni legate ai container su LXC.

Proxmox è un progetto open source basato su KVM e – dalla nuova versione 4.0 – anche su LXC (Linux Containers): è gratuito ma la società che lo sviluppa mette a disposizione il supporto commerciale a pagamento. Si tratta di un hypervisor basato su Debian, che usa una versione modificata del kernel Red Hat Enterprise Linux (RHEL) ed è fornito come immagine ISO installabile in modalità bare-metal direttamente sugli host fisici. La sua interfaccia di gestione è esclusivamente Web e non richiede un server o una VM dedicata per il management. Come la maggior parte dei progetti Linux based, può succedere che si renda necessario l’utilizzo della linea di comando per svolgere alcune operazioni avanzate. La documentazione disponibile è discreta, non mancano guide dettagliate per tutte le operazioni principali consultabili sulla Wiki dedicata, ma siamo comunque molto lontani dai livelli di progetti come vSphere o Hyper-V.

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VMware vSphere: ready for 6? Custom Image e Backup

Siete indecisi se passare a vSphere 6? Ecco alcune informazioni sui software di terze parti che potrebbero essere fondamentali per la vostra scelta.

Sono passati ormai alcuni mesi dal rilascio di VMware vSphere 6 ed è anche uscito il primo piccolo update (U1), ma per chi ha una infrastruttura è davvero arrivato il momento di aggiornarsi? Per aiutarvi a decidere oltre alle considerazioni che trovate in questo articolo in cui vi presentiamo tutte le novità, abbiamo preso in considerazione sia la disponibilità delle immagini di ESXi CUSTOM per le macchine dei vari produttori, sia il supporto da parte dei principali software di backup. Ècinfatti molto difficile pensare di passare a un nuovo sistema se il software di backup utilizzato in azienda non è ancora compatibile.

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Il termine Data Breach indica tutte quelle situazioni in cui si verifica una fuoriuscita (o compromissione) di dati da una infrastruttura...

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Il termine Base URL nel cotesto delle applicazioni Web, indica la posizione "base" da cui considerare i percorsi relativi ai contenuti...

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Il termine Object Storage indica quelle architetture di storage che, a differenza del classico approccio gerarchico dei file system tradizionali...

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L'acronimo HVM with PV drivers indica una tecnica di virtualizzazione ibrida che sfrutta la virtualizzazione assistita dall’hardware (le istruzioni intel VT-x...

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